FAQ - Paola Blondi Photography
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FAQ

LA PERSONA

chi, come, dove, quando, perché

Paola, in ritardo fin da principio, paesino di campagna ora paesotto, 1974.
per curiosità. perché le cose cambiano e la cambio io la vita che non ce la fa a cambiare me.
o forse perché è nel cambiamento che si cresce e si migliora.
i cambiamenti spesso però mi spaventano.

le cose che mi piacciono

le folate improvvise del vento, il mare al tramonto. l’odore di caffè che arriva sottile e lesto dalla cucina e quello di pulito dei panni stesi. il rumore dei passi sul sampietrino, il ticchettio della pioggia sulle imposte. l’odore dei miei cani. le mani dei bambini.
il cielo azzurro che vedi solo dai rifugi di montagna, le casette di legno vicine alle sponde dei laghi.
il profumo del primo taglio di fieno.
i mulinelli di coriandoli, le piume che cadono, leggere, dal cielo.
perdermi per le colline e i vicoli, i sogni belli, i film della coppola, mordere cose che oppongono una certa resistenza.

le cose che non mi piacciono

lo smog, le cose gettate senza un perché. perdere oggetti, persone, sentimenti.
le buche lungo le strade. farmi male senza che me lo aspetti (in genere scoppio anche a piangere, come i bambini)
le mani che si chiudono e non afferrano.

cosa faccio nel tempo libero

ah beh, foto. oppure ascolto la gente, osservo le cose, mi fermo sui dettagli.
passo pomeriggi interi a letto guardando serie della BBC, perlopiù in lingua originale perché non so aspettare.
creo migliaia di cartelle di preferiti e le rimpinguo di stelline a destra e manca.
ascolto tutta la musica del mondo, ma tra i preferiti di spotify aggiungo per lo più zozzerie: la musica giusta mi distrugge, la musica monnezza mi distrae dall’inesorabilità del tutto.
penso cose tristi e cose allegre mentre passo lo straccio (cosa che con animali in casa mi occupa una buona ora e mezza al dì)
non amo molto cucinare, ma sono la regina dei minestronzi ovvero quei i minestroni buoni sani e freschi rabberciati insieme alla bell’e meglio per aggiustare il tiro di quelle giornate tanto tristi dove hai sfogato la tristezza abbracciata ad Amico Frigo.

i tanti perché

perché scrivo in questo modo e queste cose? per una mia precisa scelta etico-editoriale.
Mi presento per quello che sono realmente. Potrei parlare di metafisica o di metatesi quantitative, anche a secoli di distanza dai miei studi, ma non credo di averne mai fatto menzione alcuna mentre ceno con le amiche care.
Parlo di cuore e col cuore. Ci metto di mezzo i sentimenti, ci infilo la mia intimità, ci metto la quotidianità, mi commuovo, mi arrabbio, faccio ampio uso di termini coloriti e parole che verrebbero definite parolacce (eppure il linguaggio è pura convenzione, come diceva mamma: chi la chiama crescenza, chi la chiama stracchino)

perché faccio dormire i miei cani sul letto? perché mi sento al sicuro, circondata da amor peloso.

perché non ho figli? perché sono importanti e ho sempre pensato di non aver trovato mai sufficienti mezzi per riuscire ad assumermene la responsabilità

perché sono triste? ci stiamo ancora pensando

perché sono allegra? perché non è bello essere tristi verso il mondo

improbabili citazioni

“my scars are a reminder i can get through anything”

“I think there’s a flaw in my code
these voices won’t leave me alone
well my heart is gold and my hands are cold”

spotify

potete ascoltare me e le mie zozzerie QUI

LA FOTOGRAFA

chi, come, dove, quando, perché

2014, quaranta anni dopo perdo il lavoro, ho una macchina fotografica e un 50 millimetri. cambio davvero vita.

le cose che mi piacciono

divertirmi, fermare sorrisi rubati.
farmi raccontare storie. farmi raccontare storie d’amore.
chiudere gli occhi, prendere un respiro, immaginare, raccontare quelle storie attraverso i miei occhi.
una mia cara amica mi disse: “sei un cuore coi piedini”, mando in giro il cuore alla ricerca di quello che lo fa sentir vivo e felice.
tramite le persone e le loro emozioni trovo le piume per tornare a volare.

le cose che non mi piacciono

ciò che non corrisponde al vero.

cosa faccio nel tempo libero

cerco, come tutti, la radice della felicità duratura. ma temo di esserci nel mezzo e spesso di non accorgermene fino in fondo.

i tanti perché

perché la fotografia?

perché è più veloce dei pastelli. e io sono una che vuole subito vedere. capire, fare, metterci le mani, rimettercele e poi toglierle. aspettare e vedere ancora.
perché sono una sognatrice e questo mi legittima a sognare ancora.
perché le parole non bastano. perché non smette di divertirmi. perché ci metto la parte più vera, indifesa e onesta di me.

improbabili citazioni

Non ho fatto altro che sognare. Questo, e questo soltanto, è sempre stato il senso della mia vita. Non ho mai avuto altra occupazione vera se non la mia vita interiore. I più grandi dolori della mia vita sfumano quando, aprendo la finestra che si affaccia sulla strada del mio sogno e guardando il suo andamento, posso dimenticare me stesso.
Non ho mai voluto essere altro che un sognatore. Sono appartenuto solo a ciò che non esiste dove io esisto e a ciò che non ho mai potuto essere. Ogni cosa che non è mia, anche la più vile, mi ha sempre parlato con poesia. Non ho mai amato nulla. Non ho mai desiderato altro se non ciò che non riuscivo neppure a immaginare. Dall’amore ho preteso soltanto che non cessasse mai di essere un sogno lontano.
Perfino nei miei paesaggi interiori, tutti irreali, è sempre stata la lontananza ad attirarmi; e il profilo degli acquedotti, nella lontananza di quei paesaggi sognati, aveva una dolcezza di sogno: una dolcezza che faceva in modo che li potessi amare.

F.P.

spotify

potete ascoltare me e le mie zozzerie QUI